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Vi racconto la mostra di Giotto a Palazzo Reale

8 Gennaio 2016

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Appena rientrato dalle vacanze con tante nuove idee e tanta voglia di arte: quale modo migliore per trasmettervela che invitarvi a ritagliare un pomeriggio per visitare quella che, da molti, è già stata definita la “mostra dell’anno”? Avete ancora pochi giorni per raggiungere il Palazzo Reale di Milano e perdervi tra i capolavori di Giotto della mostra “Giotto, l’Italia”
Un appuntamento che conclude il ciclo delle mostre omaggio ai grandi protagonisti italiani dell’arte organizzato in occasione di Expo 2015. Tra i colpi al cuore esposti, 13 tra i capolavori assoluti del maestro, con un allestimento (a cura di Mario Bellini) che si sviluppa proprio tra le sale del Palazzo Reale dove Giotto, in epoca viscontea, realizzò la sua prima opera: gli affreschi nel Palazzo di Azzone Visconti. Ahinoi andati perduti.
Un percorso che racconta le origini della storia dell’arte di Giotto, il suo percorso artistico, il suo legame (seppur meno vivo rispetto a quello di Leonardo) con la città di Milano, certificato dalla collaborazione con i Visconti.
Ma è vero che la mostra è imperdibile? Assolutamente sì e lo è perché è la prima volta che a Milano vengono esposte queste 13 opere su tavola di Giotto. Capolavori assoluti, mai prima di oggi riuniti in una sola esposizione. Ciascuno dei quali è testimonianza concreta del tragitto compiuto da Giotto attraverso l’Italia del suo tempo nei suoi quasi quarant’anni di eccellente attività. Dal frammento della Maestà della Vergine da Borgo San Lorenzo alla Maestà della Vergine, da San Giorgio alla Costa, è raccontata la giovinezza dell’artista, al tempo attivissimo tra Firenze e Assisi.
Poi il nucleo della Badia fiorentina con il polittico dell’altra Maggiore, la tavola con il Padre Eterno in trovo proveniente dalla Cappella degli Scrovegni. E ancora il gruppo che inizia dal polittico bifronte destinato alla cattedrale della Basilica di San Pietro, per arrivare ai dipinti della fase finale dell’attività del maestro: il polittico di Bologna.
Una mostra emozionante e indimenticabile che vi consiglio con vivissimo entusiasmo! A un passo da noi, la preziosità di un passato glorioso che, sono certo, vi coinvolgerà come poche altre volte prima d’ora. Io ci ho lasciato un pezzo di cuore, ora aspetto i vostri commenti! Ancora tanti auguri e a prestissimo!
Un carissimo saluto a tutti,
Andrea.