arte&co.
12 luglio, 2016
0

Cari amici, ecco il racconto della bellissima esperienza a The Floating Piers la straordinaria opera di Christo sul lago d’Iseo.
Il 27 giugno avete seguito la mia diretta su facebook nella quale, con Serena, vi abbiamo raccontato le nostre impressioni a caldo sulla ormai famosissima passerella.

 

 
L’installazione è stata chiusa il 3 luglio registrando una grande affluenza e un grande successo ma approfondiamo insieme le caratteristiche di questa installazione cercando di capirne il vero significato artistico.
 

L’ARTISTA

Christo e Jeanne-Claude, o più spesso semplicemente Christo, è il progetto artistico comune dei coniugi statunitensi Christo Vladimirov Yavachev nato a Gabrovo (Bulgaria) nel 1935 e Jeanne-Claude Denat de Guillebon (Casablanca 1935 – New York 2009).
I due si incontrano nel 1958 a Parigi e la loro prima collaborazione nel porto di Colonia risale al 1961 a cui segue l’anno seguente a Parigi la loro prima opera monumentale: Rideau de Fer, un muro di barili d’olio a bloccare rue Visconti, nei pressi della Senna, in segno di protesta al muro di Berlino.
Emigrati negli Stati Uniti nel 1964, cominciano a realizzare dei progetti di ampio respiro, intervenendo in maniera diretta quanto effimera su edifici, monumenti o paesaggi interi.

I due artisti sono considerati gli artefici della Land Art, forma d’arte contemporanea nata negli Stati Uniti come evoluzione dell’arte concettuale: gli artisti interagiscono con l’ambiente e la natura intervenendo sul paesaggio modificandolo. Si tratta di interventi su larga scala che presuppongono una esperienza di visita particolare, il pubblico deve viaggiare per raggiungere le opere e si trovano immersi in una esperienza che coinvolge tutti i sensi e le percezioni.
 
 
FOTO1
 
I coniugi Christo sono noti soprattutto per le opere realizzate con il tessuto, “imballando” monumenti o stendendo lunghi teli in luoghi naturali cambiando completamente la percezione del paesaggio. Sono installazioni temporanee, spesso anche di pochi giorni ma che hanno sempre avuto un impatto di risonanza mondiale.
 

IL PROGETTO

Christo e Jeanne-Claude avevano in mente la realizzazione di una passerella sull’acqua fin dal 1969, prima il progetto fu pensato sul Rio della Plata in Argentina, poi proposto nella baia di Tokio nel 1996 ma per diverse ragioni questi progetti non furono realizzati. L’idea non fu però accantonata e nel 2014, pur lavorando già a due progetti di dimensioni imponenti Over the River e The Mastaba che vedranno la luce rispettivamente in Colorado e negli Emirati Arabi Uniti nei prossimi anni, ha riattivato la ricerca di un luogo adatto trovando in Italia e sul lago d’Iseo, terreno fertile per il suo lavoro.
In passato Christo aveva già lavorato in Italia a Spoleto nel 1968, a Milano nel 1970 e a Roma nel 1973.

Christo si occupa personalmente di ogni dettaglio lavorando ogni giorno dalla mattina presto alla sera tarda, collaborando con tecnici e ingegneri, per The Floating Piers Vladimir Yavachev è stato il direttore operativo e Wolfgang Volz il direttore tecnico, Josy Kraft archivista e curatore, il critico d’arte italiano Germano Celant è stato il direttore del progetto.
Durante i sopralluoghi hanno definito il percorso della passerella che da Sulzano giungeva a Monte Isola e proseguiva per l’isola di San Paolo e la circondava, proprietà della famiglia Beretta che ha acconsentito che l’isola diventasse parte di un’opera d’arte.
 
 
FOTO2
 
Il motore economico dietro alle opere di Christo e Jeanne-Claude è da oltre trent’anni la C.V.J. Corporation – acronimo di Christo Vladimirov Javacheff –  che paga i costi delle installazioni e le tasse, vende i lavori preparatori a collezionisti, gallerie e musei di tutto il mondo e ogni volta che viene smantellata un’installazione rivende anche i materiali impiegati per la sua realizzazione. Questa formula di autofinanziamento concede all’artista una grande libertà di determinare senza vincoli economici il proprio lavoro. Le stime di spesa di The Floating Piers si aggirano intorno ai 12.000.000 di euro.
 
 
FOTO3
 

L’OPERA

Dal 18 giugno al 3 luglio 2016 è stato possibile camminare sulla passerella galleggiante: il lago di Iseo è stato reinventato e i visitatori hanno goduto della straordinaria possibilità di un nuovo punto di vista sul paesaggio.
La passerella era lunga 3 chilometri e larga 16 metri digradante ai lati, alta 35 cm dal livello dell’acqua, il percorso ha previsto anche 1,5 chilometri sulla terra ferma lungo le strade di Sulzano e Monte Isola. L’accesso all’opera era gratuito e si contano oltre un milione e duecentomila visitatori con una media di 72mila persone al giorno! Un successo planetario che ha contribuito ad una riscoperta di un territorio meraviglioso che molti non conoscevano. Oltre al “turismo artistico” il risvolto sociale dell’opera è stato notevole considerando le circa 500 assunzioni in Lombardia per il progetto e le produzioni italiane coinvolte.

The Floating Piers è considerabile come una performance, un’installazione e un happening contemporaneamente ma sostanzialmente è un’esperienza. Un lungo percorso di preparazione che ha coinvolto la scienza e la tecnica, ma che non ha mai perso di vista l’aspetto estetico e la sensorialità, una linea gialla ha temporaneamente modificato il paesaggio, un disegno tanto concettuale quanto reale che ha creato un’armonia di colori brillanti: il giallo della passerella, l’azzurro del cielo, il blu del mare e il verde della rigogliosa natura, perfettamente in equilibrio.

Anche il decidere di prendersi del tempo per andare a visitare l’opera e la fatica del percorso sotto il sole fanno parte dell’esperienza di The Floating Piers, opera d’arte totale. È l’arte che travalica i confini della pittura e della scultura e diventa fruibile da tutti, comprensibile a vari livelli di lettura, ciascuno ha tratto da questa esperienza il proprio bagaglio di emozioni!
 
 
FOTO4
 

LA REALIZZAZIONE

Tra agosto e settembre  2014 sono stati realizzati molti test con dei prototipi per valutare la stabilità della passerella e nel febbraio 2015 un ulteriore test in Bulgaria. Sono stati valutati la forma e la dimensione degli elementi galleggianti per le valutazioni di pubblica sicurezza, i dati raccolti hanno consentito il perfezionamento dell’intero sistema di tenuta comprese ancore, cime e fissaggi.
Nella primavera del 2015 è iniziata la produzione dei 100.000 mq di tessuto in nylon poliammidico che ha ricoperto la passerella per opera della Setex, il tessuto è stato calcolato con abbondanza del 20% rispetto alla superficie per rendere possibili le increspature previste dal progetto e la copertura dei percorsi sulla terra ferma. Il colore scelto da Christo è il giallo dalia.  Il tessuto gioca con la luce e le ombre dando un effetto cangiante e non uniforme così come accade sulla sabbia, l’artista infatti ha invitato i visitatori a camminare scalzi proprio come sulla spiaggia.

La passerella era ancorata al fondale con 190 blocchi di ancoraggio in calcestruzzo con la parte aggrappante al fondale in acciaio e per posizionarle è stata progettata una chiatta con tutta l’attrezzatura necessaria per lo scandaglio dei fondali e gli argani per calare le ancore, l’imbarcazione è stata costruita in Bulgaria, trasportata sul lago d’Iseo in meno di due mesi e assemblata dai cantieri Riva.

A partire dall’agosto 2015 è stata commissionata a quattro aziende italiane la produzione dei 220.000 cubi galleggianti e dei relativi pioli di unione, realizzati in polietilene e riempiti di aria. I moduli sono stati sottoposti ad un accurato controllo della qualità in modo che ogni singolo elemento avesse le caratteristiche richieste dagli ingegneri.
Tutte le fasi di costruzione della passerella si sono svolte presso i cantieri di Montecolino nei quali sono stati creati, assemblando i cubi galleggianti, dei moduli di 100 m che sono stati piano piano allineati in un’area di stoccaggio del lago per poi procedere con l’assemblaggio in loco al momento opportuno.

A partire dal 2016 sono state calate le ancore con un complesso studio per il loro posizionamento per non interferire con i condotti di acqua e i cavi della fibra ottica presenti sul fondale del lago (pensate che per questa operazione è stato utilizzato un sottomarino dotato di un sistema GPS e vari  sonar), una serie di cime si agganciano all’armatura in acciaio imbullonata ai cubi galleggianti e alle ancore, garantendo così la messa in posizione di The Floating Piers. I cavi sono stati prodotti dall’azienda italiana Cavalieri rag. Di Sale Marasino con uno speciale polietilene ad altissimo peso molecolare per resistere a trazioni fino a 20 tonnellate, ogni cavo necessita di un’ora di realizzazione e la speciale piombatura di ancoraggio è stata progettata appositamente per questo progetto.
Una squadra di sommozzatori professionisti ha perfezionato i posizionamenti delle ancore e supervisionato tutte le operazioni di aggancio delle strutture per un risultato stabile e sicuro.
 
 
FOTO5
 
Sono davvero felice di non essermi perso questa grande occasione di vivere un’opera di Christo, se ve la siete persa o volete approfondire vi consiglio di dare un’occhiata al sito web dell’opera: www.thefloatingpiers.com
 
 
 

arte&co.
12 luglio, 2016

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*