arte&co.
4 luglio, 2017
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Vi presento gli artisti della 6a puntata della settima stagione di Cambio Casa, Cambio Vita!

Nella puntata “Un arredo fluttuante” la richiesta di Giovanni, il nostro committente, era quella di tradurre negli arredi e nei dettagli della casa il suo amore per il bello, la sua passione per il dettaglio, e i suoi gusti originali. In un progetto del genere, non potevamo non inserire delle opere d’arte ad hoc, per dare un carattere maschile e distintivo all’appartamento. Abbiamo scelto formati medio/piccoli proporzionati alla metratura delle stanze, e opere di due artisti molto riconoscibili e di grande talento. Eccoli per voi:
 

Marco Pace

Marco Pace nasce nel 1977 in provincia di Chieti, oggi vive a Firenze. Durante gli anni di studio lavora nel campo dei fumetti e della scenografia di opere teatrali e cinematografiche.
Nelle sue tele e nei suoi disegni coesistono elementi dissimili e a prima vista contraddittori, che danno vita ad atmosfere stranianti. L’opera di decontestualizzazione e di ricontestualizzazione di soggetti e sfondi compiuta dall’artista fa emergere uno scenario in cui la natura ha il sopravvento sull’azione umana, come una forma di riappropriazione inesorabile e necessaria.
 
 

Marco Pace, Wolves in love, 2009, olio su tela, cm 84×70
 
L’incongrua presenza di figure che non siamo abituati a incontrare accanto ad architetture moderne crea un profondo disorientamento e genera un senso di inquietudine, ma anche, in fondo, una certa attrazione nei confronti di una natura che si rifa padrona di spazi che le sono stati rubati. Nelle storie dipinte dall’artista, il potere dell’uomo è indebolito ma non del tutto annientato: opere d’arte e di architettura – dunque manufatti dell’uomo – fanno sempre da contraltare alla vicende animali e naturali. Il risultato è una scena di impostazione teatrale, un’installazione moderna che evidenzia la forza ancestrale del soggetto rappresentato.
 

Alfredo Rapetti Mogol

 

Alfredo Rapetti Mogol, Lettura anima, 2005, olio su tela, cm 50×40
 
Alfredo Rapetti Mogol è un paroliere e pittore nato a Milano nel 1961. Nipote e figlio d’arte, oltre alla musica e all’insegnamento, si è a lungo dedicato alla pittura.
Nelle sue opere la scrittura si trasforma in immagine, e l’immagine si trasforma in scrittura. Al primo impatto, l’impressione è quella di un lavoro essenziale, algido, misterioso. I nostri sensi e l’intelletto vengono sollecitati con simultaneità: mentre vediamo cerchiamo di leggere, e quando la grafia si fa segno astratto, gli occhi tornano a vedere senza decifrare. Lo spettatore si trova così di fronte a un testo ambivalente in cui due codici diversi convivono pariteticamente: testo e visione. Facendo collidere la sfera del visivo con quella della scrittura, Alfredo Rapetti Mogol ha creato una sorta di corto circuito tra i due apparati cerebrali.
 
 

Alfredo Rapetti Mogol, Senza titolo, olio su tavola, cm 51×50
 
Grazie a una tecnica particolare, detta impuntura, l’azione del dipingere si fonde così con l’atto dello scrivere, e le parole iniziano a muoversi, ripetersi, evolversi sul supporto di tele e tavole. Segni, tracce, graffiti di un’umanità creativa e consapevole, le opere di Rapetti proseguono quell’ideale tragitto di una scrittura pittorica che si confronta con i secoli della storia dell’arte, dalle avanguardie storiche al concettuale.
 

Alfredo Rapetti Mogol, Senza titolo, olio su tela, cm 38×36
 
 
 

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4 luglio, 2017

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