arte&co.
11 Giugno, 2019
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Continua il viaggio nel mondo dell’arte insieme alla mia consulente Serena Cassissa. Eccoci arrivati al secondo appuntamento della nostra rubrica. Come vi raccontavo la scorsa volta, il mio obiettivo è quello di farvi conoscere in che modo selezioniamo le opere che vedete nelle puntate di Cambio Casa Cambio Vita! Forse le nostre parole e i nostri ragionamenti potranno esservi utili per orientarvi nella scelta di un oggetto d’arte per la vostra abitazione. 

Ogni committente (e di conseguenza ogni appartamento) ha le sue particolarità ed esigenze. Il mio scopo, come sempre, è quello di riuscire a costruire una casa che rispecchi il più possibile il carattere di chi la abita. Per questo studio l’arredamento nei minimi dettagli e mi preoccupo di valutare con estrema attenzione anche le opere d’arte.

Non potrei farlo da solo: la presenza di Serena è fondamentale. Il suo sguardo guida le mie scelte e mi rivela aspetti che altrimenti non riuscirei a cogliere.

Nel quarto episodio di CCCV ci siamo concentrati su due opere: una per il soggiorno e una per il bagno, secondo le richieste della mia committente Marilisa.

Partiamo da quella collocata in soggiorno. In questo caso ho a disposizione una parete ampia e luminosa, che può accogliere anche opere di grande formato.

Questo è un aspetto da non sottovalutare. Sicuramente la posizione frontale rispetto alla finestra garantisce un’ottima illuminazione naturale, che muta a seconda dei momenti della giornata e delle stagioni. Questo fa sì che l’opera abbia una vita propria, cambiando di continuo e restituendo emozioni sempre diverse.  

E come avevi in mente di sfruttare questa posizione?

Ho scelto una fotografia stampata su alluminio, quindi con un allure metallico e vibrante, che reagisse alla luce. La fotografia si presenta senza cornice e quando si trattano opere di questo tipo è fondamentale la presenza di un buon telaio. La foto deve essere staccata dalla superficie della parete, così da proiettare un’ombra che si muove a seconda del momento della giornata, acquisendo in questo modo ancora più forza e presenza nello spazio.

Chi l’ha realizzata?

Lo scatto è di Liset Castillo, un’artista cubana che vive e lavora tra New York e Amsterdam, ed è da molti anni nelle fiere internazionali.

Questo labirinto di sabbia cosa rappresenta?

L’artista ha trovato un linguaggio per raccontare le fragilità del suo paese e, più in generale, dell’esser umano. La metafora è appunto quella di un labirinto di sabbia, un paesaggio artificiale ed estremamente delicato che si inserisce su un territorio aspro e brullo.

Mi sembra che i colori dell’opera, con tutte queste varianti di marroni, beige e blu, si integrino perfettamente nel mio progetto. E anche le forme geometriche del labirinto si addicono all’arredamento della casa.

Sono d’accordo. La bellezza di questa foto è proprio il contrasto tra l’aspetto del costruito, quindi della geometria del labirinto, e la presenza della natura rappresentata dalle rocce e dal cielo.

È questo l’aspetto che ti ha colpito di più?

In realtà quando ho visto questa foto per la prima volta, ho immaginato un paesaggio extraterrestre – non saprei bene spiegare perché – ma l’atmosfera che ho percepito è quella di un paesaggio irreale.

Mi hai convinto. E per il bagno cosa avevi in mente?

Per il bagno ho pensato a una tela di Mario Schifano, uno dei più grandi esponenti della Pop Art italiana insieme a Franco Angeli e Tano Festa.

Che tecnica è stata usata per realizzare quest’opera?

Anche Schifano, come i maestri americani e i colleghi del gruppo di Piazza del Popolo, utilizza degli stencil (una maschera che permette di riprodurre delle forme in modalità seriale) per proporre delle figure stereotipate sulla tela, tanto comuni da diventare iconiche grazie all’intervento artistico.

Un artista così singolare deve avere uno stile inconfondibile.

In questo caso è inconfondibile il suo straordinario uso del colore, espresso in pennellate forti, aggressive e scatenate, che rappresentano il genio di un maestro indiscusso.

E sei sicura di voler collocare un’opera così importante in bagno?

Mi rendo conto che questa scelta possa sembrare insolita e un po’ sopra le righe, ma sono una grande promotrice del posizionare opere anche nella zona più intima della casa.  In fase di progetto si dedica molta attenzione e cura a questa stanza e non vedo perché non si abbia la stessa attenzione per le pareti!

Hai ragione. Ma non temi che possa rovinarsi?

Certo è che è sempre preferibile scegliere opere incorniciate e protette da un vetro e ho consigliato a Marilisa che se deciderà di tenere l’opera in quella posizione sarà fondamentale ripararla e proteggerla da possibili danni dovuti magari dal vapore acqueo di utilizzo della doccia.

Sono d’accordo con te. E poi è stupendo specchiarsi e vedersi riflessi con alle spalle una bellissima opera d’arte!

 

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11 Giugno, 2019

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